domenica 11 agosto 2019

Stiamo apprendendo in questi giorni la volontà dell’amministrazione di Nocera Inferiore di fare da “capofila” nella gestione dei rifiuti nell’ambito del Sub-Ambito (bisticcio di parole simpaticamente voluto). Uno dei diversi dell’Agro-Nocerino o uno solo per buona parte del territorio? (Nocera Superiore ha già aderito ad un altro sub-ambito). La candidatura è stata inizialmente proposta con  la disponibilità ad ospitare un sito di compostaggio per uscire fuori dall’esigenza di mandare fuori area geografica la frazione organica che rappresenta circa il 30% del totale dei rifiuti prodotti dalla popolazione.

La prima perplessità sovviene sul fatto che ancora non è costituito nessun sub-ambito di cui faccia parte la Città di Nocera Inferiore ed è per questo che non si possono determinare le dimensioni, la capacità e quindi il collocamento di un impianto funzionale alle esigenze e già questo lascia supporre che si voglia ritornare all'idea paventata due anni fa di un impianto comprensoriale (vedi anche il ritiro della candidatura di Sarno). Sottolineiamo subito che un impianto di una certa dimensione, avrà bisogno di individuare un’area che sia lontana dai centri abitati e non arrechi danni e/o problemi, di qualsiasi tipo, ai Cittadini. In secondo luogo sarebbe utile che si pubblicassero subito i documenti del tipo di impianto di compostaggio, dell'area necessaria per il suo collocamento ed ogni altro dettaglio, cose che dovranno essere presentate, a prescindere, per l’eventuale approvazione della costruzione.

Ad esempio, sarà curioso vedere il Certificato di destinazione d’uso urbanistica del sito, l'effettiva disponibilità di un’area compatibilmente idonea e l'effettiva disponibilità in capo al Comune. Questo è molto importante, perché in passato ha determinato, in altre aree, l’impossibilità appunto di avviare la costruzione, ancora prima della procedura VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), atto che sarà nostra premura sollecitare per una valutazione reale dell'incidenza per i Cittadini, non solo per l'impianto in sè, ma anche in concomitanza di altri impianti e influenze ambientali che sono già presenti e rappresentano una possibile fonte di inquinamento ambientale, al quale potrebbe sommarsi la potenzialità di un impianto, magari, da 100 tonnellate al giorno (questo si dovrà vedere in base al sub-ambito). Si dovranno considerare ed evitare le aree soggette a pericoli di esondazione, oltre ad una mappatura certosina dei pozzi ad uso idropotabile ed irriguo nelle zone contigue. Queste sono solo alcune delle riflessioni che ci poniamo, senza voler entrare troppo nei tecnicismi, a cui si dovranno dedicare progettisti e specialisti, ai quali chiediamo fin d'ora di non tralasciare alcun elemento che poi possa dare corso ad opposizioni e ricorsi sociali.

Ritornando invece sull’aspetto politico, che è comunque prioritario nella gestione sistemica dei rifiuti, riteniamo che allo spazzamento, alla raccolta e al trattamento, sicuramente occorre dare velocemente una maggiore funzionalità, considerata l’inerzia più che decennale e soprattutto le ridotte capacità di smaltimento che si prospettano per una manutenzione dell'impiantistica  della regione Campania, oramai nota da un anno, ma non bisogna fare come i gatti che per correre… conoscete il finale della massima… A nostro avviso occorre scegliere degli impianti ecosostenibili e di prossimità, per questo auspichiamo sub ambiti non troppo ampi. Competenza, volontà politica, attenzione al territorio, salvaguardia dell'igiene, del patrimonio pubblico e formazione/informazione, dovranno essere alla base di tutto. Se dobbiamo ancora una volta "gestire emergenze", se si vuole occupare politicamente delle particelle di territorio o, peggio ancora, fare business per pochi, è meglio non iniziare neanche!