lunedì 9 novembre 2015

Riflessione sui fatti accaduti in seguito all'alluvione del 29 Ottobre 2015. Diciamo "BASTA" all'emergenza. Si chiedono soluzioni e programmazione.

All’indomani dell’ennesima emergenza che ha prodotto ingenti danni a persone, abitazioni, imprese della zona e, come al solito, alle coltivazioni agricole di queste aree alluvionate, si ripropone, a nostro parere, in maniera speculativa e fuorviante, la disputa sulla presunta bontà ed efficacia di quanto previsto dal Grande Progetto Sarno.
In particolare rileviamo l’ennesima intervista al geom. Giancarlo Giordano, noto funzionario del Genio Civile, nonché altrettanto noto per la partecipazione politica a Nocera Inferiore.
Come intuivamo ormai da mesi, è passato ai fatti subito dopo l’evento alluvionale dello scorso 29 ottobre, istituendo un discutibile comitato “PRO-VASCHE” (in pratica coniando il concetto di contro-comitati), coinvolgendo i cittadini vittime dell’evento calamitoso e sfruttando l’onda emotiva degli accadimenti, senza che a supporto vi siano credibili pareri di ingegneri geologi e biologi sulle vasche relative al GPS, e quindi senza tener conto o spiegare quali siano i pro ed i contro.
Questo ci preoccupa perché denotiamo un certo personalismo, troppo faziosamente politico e poco imparzialmente tecnico, facendo risultare imbarazzante tutto ciò per un rappresentante dell’ente che avrebbe molto da chiarire, piuttosto, in merito ai veri problemi strutturali irrisolti, almeno negli ultimi 5/6 anni.
Di certo concordiamo sul fatto che un’esondazione come quella di questi giorni della Solofrana, oltre ai danni dal punto di vista idrogeologico, rappresenti un problema serio di contaminazione delle sostanze inquinanti, ecco perché abbiamo chiesto l’immediato interevento di ARPAC.
Ci chiediamo: per quale motivo bisogna sempre far passare il messaggio tedioso e fasullo, ai Cittadini, che non esiste la soluzione di equilibrio capace di salvare “la Salute dagli inquinanti dei suoli e, allo stesso tempo, salvare il Territorio dalla violenza delle esondazioni”?
Com’è possibile che ci sia tutta questa ostinazione a portare avanti la costruzione delle Vasche come panacea di tutti i mali? Nonostante tale progetto faccia “acqua da tutte le parti”, specie per l’aspetto dell’inquinamento e l’idea di farle a valle, dove raccoglierebbero acque che da Solofra, e non solo, giungono a valle piene di metalli pesanti ed altri elementi tossici, compromettendo anche le falde sottostanti.
Ancora una volta, si trascura in modo scandaloso il controllo degli inquinanti e la bonifica, oltre che gli interventi ordinari, omettendo il fatto importante che gli argini sono rimasti praticamente gli stessi costruiti dai Borboni.
Inoltre sottolineiamo che poco si è fatto, se non ultimamente, circa la pulizia ed il dragaggio, cosa che sa tanto di “pezza a colori e fumo negli occhi” per trovare alibi agli occhi della popolazione.
Insomma ancora l’emergenza che vince sull’ordinarietà, anziché la messa in campo di una diligente e costante manutenzione ordinaria per poi arrivare a questi eventi. Sarà un caso?
Non serve fare il bene di qualcuno, ma bisogna fare davvero il bene della comunità in modo onesto.

Non dite che poi siamo dubbiosi. Non siamo i soli a pensare che intervenire solo nell’emergenza o per le nuove grandi opere forse conviene alla tasca di qualcuno. I soldi dell’Unione europea non vanno persi, però vanno anche usati con coscienza e per opere che non minino la salute: salvarci dall’allagamento sì ma senza assorbire ancora inquinanti (contaminazione dell’acqua e di cibi coltivati in loco a Km Zero?). Troviamo insieme il modo di prevenire effetti collaterali, o ancor peggio la morte.
In questi giorni, figure autorevoli e competenti quali il prof. geologo Francesco Ortolani, in aggiunta all’impegno di tutta la rete degli attivisti e professionisti contro i danni da dissesto idrogeologico ed inquinamento, hanno suffragato ampiamente la tesi che il MoVimento 5 Stelle ed i comitati Gente del Sarno e No Vasche sostengono da tempo.
Al Parlamento Europeo, abbiamo avuto un sentito interessamento da parte dell’eurodeputato, della Commissione Ambiente, Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle) che ha presentato un’interrogazione relativa alle questione Solofrana, sollecitando l’Unione ed a monitorare con estrema attenzione quanto manca e quanto si stia facendo sul territorio e ci ha ricordato la procedura d’infrazione che incombe per le gravi inadempienze di disinquinamento e messa in sicurezza nei confronti dei nostri territori.
In conclusione, ci rivolgiamo all’amministrazione comunale, da un lato mostrando obiettiva comprensione per lo sfogo del sindaco in merito alla percezione del sentirsi abbandonati dagli enti competenti, dall’altro vorremmo che la medesima amministrazione prendesse, una volte per tutte, una posizione chiara circa il GPS, affinché poi questi benedetti “enti di competenza” siano sollecitati a fare ciò che è più saggio ed urgente.
Constatiamo che anche il sindaco Torquato ha dichiarato che spesso gli interventi tampone risultano persino controproducenti, e che proprio oggi ha riunito intorno a lui i responsabili di ARCADIS, GENIO CIVILE e CONSORZIO per far si che si desse il via ai lavori di messa in sicurezza delle zone maggiormente a rischio alluvione. In particolare i lavori di rafforzamento degli spondali appartenenti ai lotti funzionali relativi alle aste fluviali.
Sarebbe utile, però, che ARCADIS illustrasse che tipo di lavori intende fare prima di avviarli, perché se per rinforzo intendono lo stesso tipo di cordolo già fatto in passato al di sopra delle mura in tufo sottostanti, non si farà altro che appesantirle e rendere ancora più pericoloso il tutto.
Per chiudere, ricordando la sua affermazione circa i politici (riferito a noi del MoVimento) che sono membri di comitati (No-Gori, per esempio), saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa dei funzionari tecnici che fanno i politici e istituiscono comitati contro altri comitati.
In quel caso, si pone o no una questione di conflitto di interessi oltre l’ambiguità delle posizioni, con il beneplacito della regione? Ai cittadini l’ardua sentenza.
P.S.: E’ bene tenere presente che, da sempre, “Ambiente” ed “Acqua Pubblica” sono due delle 5 Stelle rappresentati i punti fondanti del nostro MoVimento.

Firmato GRUPPO ATTIVSITI NOCERA INFERIORE del Movimento 5 Stelle














mercoledì 4 novembre 2015

Riferimento alluvione del 29 ottobre e relativi danni

Visto che molti cittadini colpiti ancora non lo sanno, è bene fare ATTENZIONE, in riferimento ai danni subiti per l'ALLUVIONE del giorno 29 ottobre, è da tener presente che ENTRO il giorno 9 novembre, deve essere presentata RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI, pena l'esclusione dal diritto.
Facciamo girare l'INFORMAZIONE, tenendo presente che l'ALLEGATO per la domanda è nelle ultime due pagine del file prelevabile cliccando sul link sottostante:
CLICCA QUI - LINK

sabato 24 ottobre 2015

Ulteriore richiesta ai sensi e per gli effetti della legge n. 241/90 della ripristinanda Villa Comunale



Nocera Inferiore lì, 12 ottobre 2015 - protocollo n. 50368

Ill.mo Sindaco del Comune di Nocera Inferiore,
                                         Ill.mo Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Nocera Inferiore,
Ill.mo Dirigente del Settore Lavori Pubblici del
Comune di Nocera Inferiore

OGGETTI: formali richieste ai sensi e per gli effetti della legge n. 241/90 e correlate proposte relativamente alle modalità di fruizione e di gestione della ripristinanda Villa Comunale.             
PREMESSA
i sottoscritti .....

in qualità di attivisti del Gruppo di Nocera Inferiore del Movimento 5 Stelle, facendo seguito alla pregressa intercorsa comunicazione con l’Assessore ai Lavori Pubblici, premettono:
a.     di essere un soggetto collettivo direttamente interessato ai sensi e per gli effetti della legge n. 241/90 alle modalità di ripristino, di fruizione e di gestione della Villa Comunale di Nocera Inferiore: tale qualità scaturisce dalla ormai notoria valenza politico-istituzionale del Movimento stesso a livello nazionale e consequenzialmente anche a livello locale.
b.    Di essere convinti dell’utilità e per certi aspetti della necessità di attribuire da parte di codesta Amministrazione Comunale attività gestionali di tale Villa Comunale a soggetti collettivi motivati, qualificati e debitamente costituiti (ad esempio cooperative, comitati formalmente iscritti all’Agenzia delle Entrate, etc.).
c.     Che è necessario che l’Amministrazione Comunale rediga un disciplinare, un regolamento delle modalità di fruizione e di gestione della Villa che appunto sia aperto anche alla gestione di soggetti collettivi terzi: anzi il Gruppo chiede espressamente di collaborare nella redazione di tale regolamento.
d.    Che in tale regolamento occorrerebbe individuare delle attività e delle originalità gestibili alcune in via continuativa ed altre in via saltuaria.
Tra le attività gestibili da soggetti collettivi terzi in via continuativa si potrebbero individuare attività culturali, attività formative magari professionali anche in sinergia con l’Ente Regione e l’attività di aiuto agli anziani (anche non necessariamente disabili) in visita alla Villa Comunale che presenta e presenterà comunque delle barriere architettoniche insite proprio nella sua struttura.
Tra le attività gestibili in via saltuaria da soggetti collettivi terzi vi potrebbero essere ad esempio l’organizzazione di convegni, di sagre, di attività di svago e ludiche in particolare per anziani e bambini.
e.     Che sempre nella direzione sopra indicata richiedono l’apertura giornaliera della Villa Comunale per il maggior tempo possibile, e magari nel periodo della stagione estiva (ma anche almeno in parte in Primavera ed in Autunno) anche in orari tardo serali e notturni.
f.      Che ritengono che la nuova vita della Villa Comunale dovrà essere necessariamente collegata alla nuova destinazione d’uso del monumentale antistante edificio dell’ex Caserma Tofano ed in particolare chiede che i locali della già Biblioteca Comunale vengano adibiti ad attività formative professionali e/o a laboratorio e/o ad esposizione di attività artigianali e/o artistiche (ad esempio dimostrazioni enogastronomiche, mostre di pittura e di scultura et similia) di persone ed in particolare di giovani e giovanissimi della Città: ciò nella doverosa ottica di valorizzare e far crescere i talenti locali.
g.     Che ritengono altresì che occorra valorizzare tutti gli aspetti storico-archeologici e naturalistici della Villa, inclusi quelli aspetti che sono stati marginalizzati nei pregressi decenni ma che costituiscono dei particolari culturali e potenziali fonti di attrattiva turistica di grande pregio: ci si riferisce a mò di esempio ad una piccola struttura muraria presente nella parte più alta della Villa che contiene una pavimentazione con mattonelle risalenti all’Ottocento contenenti il disegno della svastica del culto egizio di Iside ed Osiride che tanto andò in voga appunto nell’arte neobarocca ottocentesca; ci si riferisce altresì anche a quel suggestivo dipinto certamente non antico (e che tuttavia necessita di manutenzione) ma denso di significati filosofici e teologici che rappresenta il Cristo Risorto che tiene in mano un tau e che è collocato, se non si ricorda male, in una sorta di nicchia nella terrazza sovrastante l’abitazione del custode.                                                         
h.    Che chiedono, in virtù di quanto testè esposto ed in funzione della valorizzazione anche turistica della Villa, che vengano ivi apposte delle idonee targhe illustrative delle bellezze monumentali e naturalistiche (ad esempio targhe che illustrino in modo adeguato piante, busti monumentali, dipinti e quant’altro). Chiedono di conseguenza che codesta Amministrazione Comunale si attivi per l’inserimento della Villa nel circuito degli itinerari turistici storico-naturalistici riconosciuti.           
i.       Che esprimono in definitiva la fondata convinzione che l’adeguata valorizzazione della Villa Comunale costituisca un elemento importante della ripresa e rivitalizzazione dell’antico centro storico di Nocera Inferiore (che si estende appunto dalla stessa Villa fino alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli e che comprende altre realtà importanti quali il Convento e la Chiesa di Sant’Antonio, il Convento e la Chiesa di Sant’Andrea, il Parco Fienga, il Convento e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli), ed in generale dell’intera nostra amata Città.
RICHIESTE E PROPOSTE
Tanto premesso e ritenuto, lo scrivente Gruppo di Nocera Inferiore del Movimento 5 Stelle, in qualità di soggetto direttamente interessato ai sensi e per gli effetti della legge n. 241/90 e di tutta la correlata normativa per la motivazione espressa in premessa, Vi chiede gentilmente di conoscere nei termini di cui alla legge testè citata:
1.    la data almeno presumibile di riapertura della ripristinanda Villa Comunale di Nocera Inferiore;
2.    quali saranno le modalità di fruizione e di gestione della Villa in oggetto;
3.    se è stato già redatto un regolamento disciplinante tali modalità di fruizione e di gestione. E nell’ipotesi in cui siffatto regolamento fosse stato già approvato Vi chiedono di prenderne ugualmente visione in via telematica sempre in virtù della summentovata legge n. 241/90;
4.    di comunicare allo scrivente gruppo la propria eventuale disponibilità ad accettare la sua proposta di collaborare con propri incaricati alla redazione del regolamento di cui al pregresso punto 3).
5.    se è intenzione di codesta Amministrazione Comunale di attribuire a soggetti collettivi terzi la gestione di attività saltuarie e continuative e se già ha individuato tali tipologie di attività;
6.    se in particolare codesta Amministrazione Comunale ritenga di adibire in modo continuativo, magari in sinergia con l’Ente Regione, i locali della già Biblioteca Comunale ad attività formative professionali e/o a laboratorio e/o ad esposizione di attività artigianali e/o artistiche (ad esempio mostre di pittura e di scultura et similia) di persone ed in particolare di giovani e giovanissimi della Città: ciò nella doverosa ottica di valorizzare e far crescere i talenti locali, in vista degli spazi che si potranno recuperare nella Caserma Tofano in seguito al suo recupero;
7.    se codesta Amministrazione Comunale ritenga di apporre delle idonee targhe illustrative delle bellezze monumentali e naturalistiche della Villa (ad esempio targhe che illustrino in modo adeguato piante, busti monumentali, dipinti e quant’altro);            
8.    se codesta Amministrazione Comunale intende attivarsi per l’inserimento della Villa nel circuito degli itinerari turistici storico-naturalistici riconosciuti.  
9.    se allo stato attuale sono stati redatti progetti tecnici che risistemano la Villa Comunale. Ed in caso positivo Vi chiedono ugualmente di prenderne visione in via  telematica sempre in virtù della legge n. 241/90;
10. quali orari di apertura della Villa Comunale intende porre in essere;
11. il nominativo del funzionario responsabile del procedimento relativo alle attività di ripristino della .Villa Comunale.
Infine Vi chiedono di poter effettuare un accesso in loco nella Villa nel più breve tempo possibile già nell’attuale fase precedente alla sua riapertura pubblica.
Da ultimo l’istante gruppo Vi chiede che le Vostre risposte ed anche gli eventuali correlati documenti (per i quali ha chiesto di prenderne visione in via telematica) gli vengano recapitati al seguente indirizzo di posta elettronica:
Il Gruppo Vi ringrazia per l’attenzione, pur nella chiara divergenza di opinioni e nella diversità di ruoli Vi conferma la forte sincera volontà di collaborazione in funzione del superiore interesse pubblico, e Vi saluta cordialmente.

sabato 5 settembre 2015

Risposta al Protocollo n. 40927 dell'11agosto 2015 per Villa Comunale

In seguito al nostro protocollo n. 40927 dell'11 agosto 2015, per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori per il ripristino e la messa in sicurezza della Villa Comunale di via Solimena ed il nome del funzionario comunale preposto a tali interventi, riceviamo, in data 1 settembre 2015, risposta parziale dell'assessore che pubblichiamo.
Sarà cura del gruppo richiedere ulteriori informazioni e partecipazione nel processo decisionale per il futuro della stessa.
Sarà cura del gruppo richiedere ulteriori informazioni e partecipazione nel processo decisionale per il futuro della stessa.

 

martedì 11 agosto 2015

Richiesta di informazioni sul ripristino e la messa in sicurezza della Villa Comunale

Nocera Inferiore, Protocollo 40927 dell'11agosto 2015


In rappresentanza del gruppo attivisti del MoVimento 5 Stelle di Nocera Inferiore (Sa)

premesso

- che Nocera Inferiore possiede una Villa Comunale che costituisce un luogo simbolo dell’intera città oltre che di un certo interesse storico, architettonico e naturalistico (si veda, tra l’altro, la voce “Villa comunale di Nocera Inferiore” del sito internet Wikipedia Italia);
- che, ormai da diversi, anni la Villa Comunale di via Solimena di fatto non è fruibile dai cittadini in quanto necessita di lavori di messa in sicurezza, di manutenzione straordinaria e di più generale ripristino e riqualificazione della stessa;
- che, per via di ciò, la stessa versa ormai in un evidente stato di abbandono e degrado e la carenza di spazi pubblici della città è ulteriormente aggravata;
- che nello scorso mese di febbraio codesta Amministrazione ha espresso la volontà di procedere, nel giro di pochissimo tempo, ad attivare tutte le procedure necessarie per la definitiva riapertura della Villa nonché alla realizzazione di un percorso per i soggetti diversamente abili, il tutto prima di questa estate, avendo già stanziato i fondi necessari;
- che, a tutt’oggi, tali lavori non sembrano essere in corso e neppure sembrano essere stati avviati;

chiedono

di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori per il ripristino e la messa in sicurezza della Villa Comunale di via Solimena ed il nome del funzionario comunale preposto a tali interventi;

propongono

nell’occasione, se stessi, in qualità di cittadini, o associati in forma giuridica, per la futura gestione della stessa Villa Comunale a fini di utilità pubblica.

                                                                                                     Distinti saluti          

Gruppo Attivisti del MOVIMENTO 5 STELLE di Nocera Inferiore (Sa)







sabato 25 luglio 2015

La gestione rifuti a Nocera? Senza organizzazione e visione non andremo da nessuna parte!

Negli ultimi 3 anni, pare che in merito alla gestione rifiuti nella nostra città siano accaduti molti fatti, di cui pochi, però, portati a compimento.
Con il vecchio assessore si ci poneva l'obiettivo Rifiuti Zero, si era avviato un ciclo di controlli sul territorio, si stava avviando un gruppo di Volontari Cittadini che dovevano essere sentinelle e nel contempo furono distrutte le isole ecologiche interrate dicendo che non potevano essere recuperate o trasformate.


Successivamente, con l'arrivo del nuovo dirigente della NOCERA MULTISERVIZI, si è ricominciato a parlare di un nuovo Piano Industriale dei Rifiuti, tanto da arrivare, negli ultimi mesi, ad incontri con alcune parti sociali della città che, riunitesi in coordinamento, hanno fatte delle osservazioni e proposte in merito, fermo restando la necessità di avviare, quanto prima possibile, la raccolta porta a porta in tutta la città.

A quanto risulta, non solo non si è dato riscontro alle ultime osservazioni, ma lamministrazione sembra aver chiuso lo spazio che si era aperto di confronto e condivisione e che poteva evitare gli errori del passato, avviando così, finalmente, un percorso ecologico e virtuoso della gestione dei rifiuti.

Premesso ciò, le uniche due cose, che abbiamo appreso, da avvisi pubblici, sembrano essere la ricerca di due figure laureate da impiegare allinterno della società Nocera Multiservizi, fermo restando la necessità di rivedere l'organigramma, e la delibera che annuncia un bando per impianti e/o strutture definite Eco-Compattatori o meglio conosciute come macchine mangia rifiuti, in questa fattispecie di Plastica ed Alluminio.

A quanto pare, per la prima azione, lavviso della Multiservzi, è arrivata anche la diffida da Parte del Consorzio di Bacino Salerno 1 (a cui avrebbe  dovuto aderire Nocera se non fosse stata creata la S.E.T.A.) e  secondo il quale, facendo riferimento ad una recente legge regionale, art. 13 L.R. 5/2014), non si possono fare assunzioni nellambito dei servizi di gestione dei rifiuti, se prima non si procede al reimpiego del personale dei Consorzi di Bacino della Regione Campania.


Per la seconda, quella riguardante gli Eco-Compattatori, sembra che, al di là dei pareri di natura Tecnica, Contabile e Consultiva, non si sia tenuto conto di quanto già in programma e finanziato (quindi solo da avviare), stia mettendo in campo l'Ufficio Ecologia, in merito ad un Isola Ecologica itinerante e l'approntamento di un sistema di premialità con schede e punteggi, al quale, facendo una semplice riflessione, questo sistema pare faccia addirittura concorrenza.

Oltretutto, in altri comuni, come sembra si voleva fare anche nel nostro all'inizio della consiliatura, hanno avviato questo tipo di attività in sede sperimentale prima di procedere a qualsiasi bando pubblico.



A questo punto ci chiediamo quali siano le reali intenzioni dell'amministrazione, che uscita dalla S.E.T.A. per gestire in house, in maniera virtuosa e condivisa i rifiuti del proprio territorio, rendendoli così anche fruttuosi, oggi si avvia a parzializzare il sistema con gestioni ancora una volta private, deconcentrandosi da quello che dovrebbe essere lobiettivo principale ed estendere il porta a porta in tutta la città!

Restando in attesa di ricevere spiegazioni in merito a tali scelte contraddittorie, facciamo presente che noi continueremo ad essere propositivi e collaborativi, ma anche vigili per sempre.
Gruppo Attivisti del MOVIMENTO 5 STELLE di Nocera Inferiore (Sa)

lunedì 15 giugno 2015

Osservazione al Piano Urbanistico Comunale ( PUC ) prot. n. 28796 del 12/06/2015



Preso atto dell’avvenuta pubblicazione dell’avviso di adozione sul B.U.R.C. n. 24 del 13 Aprile 2015 del Piano Urbanistico Comunale (PUC) adottato con deliberazione di G.C. n. 57 del 30/03/2015 e che il termine perentorio per la presentazione delle osservazioni coincide con il giorno 12.06.2015.
Visti gli atti che costituiscono il Piano Urbanistico Comunale (PUC).

Osservazione al Piano Urbanistico Comunale (PUC) in duplice copia, che si compone di n° 8 (otto) pagine protocollata in data 12 giungo 2015 con n. 28796.
SETTORE TERRITORIO E AMBIENTE – UFFICIO DI PIANO
OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC) ADOTTATO DAL COMUNE DI NOCERA INFERIORE
Premessa
Nell’amministrazione di una comunità il processo democratico dell’acquisizione  del consenso si dovrebbe sostanziare con un confronto costante tra essa ed i cittadini, questo permette a chi amministra di consolidare la propria politica sul territorio. Il fatto di essere eletti non è quindi sufficiente, ma è indispensabile mantenere il contatto con la cittadinanza, seppur nel pieno rispetto dei ruoli e dell’esigenza di giungere a decisioni, ma avendo la capacità di modificare piani e progetti secondo le richieste e le esigenze della comunità intera.
La discussione che si è portata avanti sulla redazione del nuovo PUC nella fase finale, doveva essere proposta, vista la fondamentale importanza, sin dalla fase preliminare, che ha visto si due incontri pubblici, ma con una scarsa partecipazione popolare dovuta alle condizioni metereologiche, agli orari in cui essi sono stati proposti ed al solito luogo di raccolta, che era il “centro città”.
Secondo la nostra opinione, non si è concretizzata in una efficace apertura al dialogo, mancando l’occasione di poter incidere a quanti pur hanno provato, con tutte le difficoltà, a partecipare con indole dialogante e costruttiva. Non sembra siano stati presi in considerazione, in quella fase, singoli cittadini o categorie professionali, associazioni, comitati, movimenti o minoranze deboli (tipo i disabili e più in generale quanti, anche per limiti culturali o economici, non hanno facilmente accesso, o comprensione di elementi tecnici e ratio operandi), ma potevano ugualmente fornire un contributo, visto che hanno pari diritti ad aver  voce in capitolo su scelte tanto rilevanti che toccano i loro legittimi interessi.
Senza voler essere cattivi, ciò che è accaduto lascia pensare al voler sembrare diversi dalle precedenti amministrazioni, adottando un metodo di parvenza più aperto, ma di fatto incurante di osservazioni, commenti e critiche, che potevano essere importanti nella fase di elaborazione del piano, facendo sembrare quanto deciso, nel chiuso del palazzo, fosse l’unica soluzione possibile.
Se si parla di “pianificazione partecipata” essa dovrebbe fondarsi, a rigor di logica, sulla tutela del territorio, sulle programmazione del futuro cittadino ed in particolare alla possibile fruizione, da parte della collettività, dei beni comuni.
Sia ben chiaro che le qui presenti osservazioni non intendono rappresentare una forma di attacco nei confronti dell’amministrazione comunale, ma sono espresse con la finalità di trasmettere, in modo costruttivo e appassionato, la nostra preoccupazione che il nuovo PUC si accinga all’approvazione definitiva orfano di un contributo, che, se ricercato e assimilato, avrebbe potuto plasmarlo donandogli le caratteristiche complessive per gestire adeguatamente il territorio, gettando le basi per il suo sviluppo in chiave più moderna ed allo tempo sostenibile ed attenta ad intercettare gli elementi della tradizione su cui puntare, mixandoli tra loro.
Questo era possibile soprattutto coinvolgendo efficacemente abitanti dei quartieri, che conservano radici nei più anziani, e linfa innovatrice nei giovani che cercano di emergere, comprendendo le periferie, nonché professionisti dallo spirito creativo e con esperienza mista di tutte le età e categorie di competenza settoriale, per dare lustro ad una progettualità completa fatta di intelligenza collettiva.
Insomma, avremmo voluto apprestarci a vedere l’approvazione del PUC con uno spirito più entusiasta del percorso svolto.
Detto ciò, pur sposando coerentemente la salvaguardia assoluta dei suoli, ed in genere i punti fermi da porre come clausole per scongiurare il rischio di ulteriori  scempi, su una piattaforma urbanistica che eredita gli eccessi  edificatori, che già cozzano con la carenza di servizi e spazi adeguati per una crescita equilibrata ed ordinata, temiamo che la veste formalmente rigida e vincolistica, diventi poco funzionale ai fini di un rigenerazione modulare dell’esistente, soprattutto nelle aree ad interesse storico, e poco funzionale per chi vuole conservare la vocazione agricola del territorio, ma si ritrova ad essere limitato dalle grandezze indicate.
Se si vuole che la crescita cittadina non sia più per esplosione, bensì per implosione dal suo interno, allora bisognerebbe adottare politiche di premialità e semplificazione che permettano tale processo.
A livello nazionale, basti pensare che l’architetto Renzo Piano ha chiamato a sé giovani emergenti per collaborare alla riqualificazione delle periferie italiane, e così, a livello locale, si sta sempre più discutendo della semplificazione dei processi per andare in quella direzione.
Tenuto conto delle cose lette nel Piano strutturale ne scaturisce la grossa difficoltà nel vedere una collaborazione tra pubblico e privato, che attivi la sinergia tale per effettuare una vera riqualificazione della nostra città, nel senso alto del termine, lasciando, però, intravedere le solite predisposizioni alle “sostituzioni edilizie” di opifici con cambi di destinazione globali, mentre potrebbero essere riqualificati ed essere utilizzati per l’insediamento di attività economiche compatibili con la vita della cintura urbana.
Le responsabilità in questi casi non vertono solo sull’amministrazione che governa, ma anche sulle opposizioni che non hanno mostrato la volontà di alzare la soglia del dibattito, anzi si sono tenute apparentemente passive.
A nostro avviso il PUC così concepito continua ad essere uno strumento di disciplina più che di Indirizzo, da cui si consolida una cristallizzazione del tessuto urbano, ormai già fortemente compromesso (le trasformazioni a cui alludiamo, naturalmente sono da intendersi in meglio e non nella direzione di determinati vizi ereditati dal passato).
Lo scenario che si prospetta, al di là di elementi nuovi e di un riordino qua e là, sui quali in linea di massima concordiamo, resta comunque che tale strumento di pianificazione possa risultare innocuo se non paradossalmente dannoso, perché non permetterà una trasformazione armonica e creativa (sebbene rispettoso delle aree di tradizione storico-architettonica e ambientale).
La volontà di voler preservare e salvaguardare il territorio agricolo ci trova assolutamente in sintonia, come ovvio che sia in base alla nostra sensibilità ecologista e di difesa delle terra, così come dell’acqua e dell’aria, quali beni essenziali per la Vita. Ma pur partendo dal presupposto di non consumare altro suolo disponibile, la scelta di elevare la soglia del lotto minimo a 10.000 mq può risultare una pretesa per vari aspetti poco funzionale, data la forte frammentazione dei lotti che attualmente difficilmente superano i 5000 mq e quindi, adottando restrizioni non in linea con le caratteristiche locali, si rischia l’abbandono del territorio rurale nel nostro comune, anziché favorirne l’aggregazione per la valorizzazione. Ovviamente, restano i vincoli da porre relativi alla destinazione degli insediamenti che si andranno a concretizzare, premiando coloro che, secondo la nostra visione, vogliono mettere a sistema il tutto coniugando agricoltura, cultura, tradizioni e natura.
Anche le scelte legate alla ex Caserma TOFANO, su cui vertono aspettative importanti, ci trova preoccupati sull’uso o riuso di un bene comune così importante; da quel che si intuisce, non viene considerata la componente di “aggregazione sociale” che potrebbe avere, data anche la sua posizione, e speriamo che l’amministrazione non si limiti ad essere contenta nell’averla vista individuata quale sede delle “sovraintendenze riunite” e, per ora, “mero deposito di reperti archeologici”, ma si batta affinché questo grande contenitore possa diventare un vero polo di riferimento multi disciplinare, incentrato si sull’archeologia, ma mettendo in atto collegamenti con centri universitari e di ricerca internazionali sul tema,  ampliando il progetto con laboratori ed attività innovative, in modo da poter far fruttare il tutto sia in termini economici che sociali. Intendiamo, quindi,  non mere allocazioni od alloggi, ma aree aperte al pubblico dove poter far nascere botteghe e laboratori, grazie a metodi partecipati, con finalità di rivalutazione storica e crescita culturale collettiva, oltre alla formazione di quanti vorranno.
Timori ne abbiamo, inoltre, in merito ai PUA ,i cosiddetti Piani Attuativi, che possono e devono essere elaborati dall’ente Comune, dai Consorzi, dai Privati, ma intesi quali soggetti da mettere in rete tra loro sulla base di determinati equilibri d’insieme. In un PUC  determinati elementi  di squilibrio potrebbero favorire varianti allo stesso, che sotto l’ombrello dell’interesse Pubblico, paradossalmente, sfruttando il rigidismo tecnico, rischiano di porgere il fianco a ipotetiche operazioni di grossa Rottamazione del Patrimonio edilizio obsoleto, penalizzando quindi la singola proprietà e gli studi professionali di architettura ed ingegneria di piccole dimensioni (che pure potrebbero proporre soluzioni), anziché favorire una vera riqualificazione, che consentirebbe un salto di qualità alla nostra amata città.
In conclusione, per le motivazioni citate, restiamo scettici su una possibile attuazione funzionale del Piano adottato e vogliamo scongiurare ogni spiraglio di operazioni con connotati abusivistici che sfruttino faglie del sistema: ribadiamo l’esempio che potrebbero rappresentare i cambi di destinazione delle aree ex opifici industriali presenti nella cintura del centro urbano.
Pertanto ci rimettiamo nelle mani del nostro sindaco, e dei suoi collaboratori, offrendo ancora una volta la nostra volontà di collaborare con lui e l’amministrazione tutta, insieme alle opposizioni, per farci sentinelle di legalità e trasparenza.
In generale prendiamo spunto da questa esperienza per invitare in modo costruttivo e appassionato, attivando le sinergie giuste, di poter avviare d’ora in avanti un processo di progettazione maggiormente partecipato e condiviso sui reali problemi e per trovare un confronto produttivo alla ricerca delle soluzioni.



Osservazioni al PUC di generico suggerimento e raccomandazioni su correzioni in fase di approvazione dello stesso e successivi orientamenti sulle scelte in fase attuattiva (PUA)
Basandoci sulle norme di Attuazione del Piano strutturale (2.6)  e poi sulle norme di Attuazione del Piano Operativo (3.2), visionate nell’insieme le Tavole di riferimento, riteniamo di partire innanzitutto con l’esprimere le nostre premure su aspetti essenziali, primo fra tutti il rischio idrogeologico relativo in particolare al Monte Albino e alla zona di Fosso Imperatore (dove pare esservi una faglia superficiale) e Casarzano, non solo per possibili cedimenti franosi e inondazioni a cui siamo tendenti, ma anche per ciò che sarà permesso edificare come operazioni infrastrutturali contro la logica di un vero risanamento e della tutela seria di suoli fortemente a rischio. In tal senso,il nostro impegno contro le vasche di laminazione, in progetto con fondi europei, che passa attraverso il consenso dell’appena ex giunta regionale, è sotto gli occhi di tutti ed in sinergia con il Comitato GENTE DEL SARNO e NO VASCHE.
Confidiamo che l’amministrazione sarà garante in tal senso della tutela dei cittadini e delle nostre istanze.
Riguardo le aree in assetto naturale o seminaturale,  così come quelle agricole in genere, periurbane e ordinarie, siamo favorevoli a una salvaguardia vera e non di facciata. In linea di massima poi, sull’accennata questione dei lotti minimi, al di là di norme e tecnicismi nel cui merito cerchiamo di non entrare in modo specifico, raccomandiamo più un rigidismo di sostanza e una maggiore flessibilità di forma.
Il primo per tutelarci da distorsioni possibili sfruttando i vincoli a vantaggio di soggetti  capaci di inserirsi laddove il classico piccolo e medio imprenditore fatica per le ridotte dimensioni cui può aspirare nell’estensione della propria attività produttiva. La seconda per favorire quei soggetti che davvero dimostrino di puntare sulla valorizzazione del territorio, dei prodotti tradizionali e in special modo biologici, garantendo un basso impatto sull’ecosistema e l’efficienza energetica in fase di gestione della sua azienda, così da mettersi in rete con la natura dando priorità quindi a chi fa leva su forme di agriturismo biologico sostenibile e fruibile al turismo di ramo, oltre che le produzioni a “Km Zero”.
Sulle aree di verde urbano  ne contestiamo più che altro la carenza atavica a dispetto di cementificazioni selvagge prodotte nei decenni scorsi. Auspichiamo si possa prontamente intervenire sul Piano strutturale come sul Piano operativo per normare interventi, magari alcuni a breve termine ed a costi ridotti, e altri più ambiziosi in prospettiva sul medio-lungo termine, in aree libere piccole o grandi che siano, o laddove si possono liberare con opportuni espropri concordati con privati e su zone di edifici da abbattere o ex- attività produttive dismesse con suoli da bonificare, mettendo questi spazi a sistema con un più equilibrato sviluppo urbano sostenibile e a misura d’uomo, di bambino, anziano e disabile, rendendo così sempre più vivibile l’urbanizzato (in riferimento a quanto sopra, sarebbe utile un controllo su ciò che prevedevano, come ripristino in superfice,  le autorizzazioni a costruire garage e box interrati, rilasciate negli ultimi 10 anni).
Per quanto concerne le cave dismesse, che vi sia la massima attenzione ad accorciare tempi e procedere a un risanamento ambientale a regola d’arte, senza nuove concessioni ad altre attività di questo genere sul territorio, data la saturazione dei siti a stretto raggio nella nostra regione.
La protezione delle sorgenti  ci vede vigili costantemente allo stesso livello delle questioni sopra menzionate. Non a caso una nostra stella è il bene essenziale Acqua, mirando alla gestione pubblica in linea con la volontà espressa dai cittadini con apposito referendum.
I tessuti insediativi di interesse storico-culturale vanno valorizzati con perspicacia d’azione e tutelandoli anche sulle scelte in materia di viabilità, con pedonalizzazioni e ZTL, che abbiano priorità su altri interessi e consuetudini inadeguate alla crescita e valorizzazione di quartieri. Questi ultimi raccontano tanto delle nostre radici e rischiano un isolamento, compresi quelli radicati nel cuore del centro-storico. Eventi di quartiere e conferenze, discussioni partecipate in tal senso vanno incoraggiati con frequenza per un effettivo percorso di crescita.
Gli altri aggregati edili B1 e B2 è bene che siano comunque oggetto attento in fase di PUA, da non snaturarsi, creando una disarmonia incompatibile con il contesto in cui sono situate.
Riguardo gli interventi previsti presso gli edifici B3 ossia nei quartieri GROTTI e AMICIZIA, riteniamo importante che ci si mantenga in linea con il contesto della vicina Nocera Superiore che vanta, superando il confine che ci separa, siti di pregevole rilievo storico-architettonico e archeologico, oltre che spazi verdi a cui poterci collegare anche nell’ottica di una futura unione dei due comuni.
Chiediamo bonus e/o forme di incentivazione anche con fondi europei/statali/regionali per la riqualificazione di altri quartieri, in particolare quelli di interesse storico-architettonico e ambientale e altri in zone periferiche. Priorità alla zona dei Tre Casali (Capocasale, Casale del Pozzo, Casale nuovo), Piedimonte e Casolla, via Castaldo e via Solimena. Integrare nel discorso via Astuti e altre zone da individuare con una più attenta analisi nell’ottica di una completa rigenerazione specialmente in quelli adibiti con corte interna o comunque esigenti di restauro da mettere in connessione con il resto della città.
Saremo vigili sulle operazioni da effettuare in via Napoli (sia aree residue ex-MCM che altro), via Montevescovado ed altri interventi che mirino a implementare l’edilizia relativa alle residenze sociali.
Sfruttare al meglio gli edifici non utilizzati e abbandonati  a fini sociali e culturali.
Così come le sedi produttive e ambiti industriali dismessi  andrebbero ammodernate secondo logiche attuali ed in parte destinate a spazi di interesse pubblico a seconda del contesto geografico in cui sono immerse.
Estrema attenzione anche a siti industriali dismessi ed in genere, i cui suoli e tetti siano da bonificare dalla presenza di amianto ed altri materiali che risultino nocivi alla salute.
Non siamo assolutamente favorevoli all’insediamento di altre attività relative alla grande distribuzione, quali centri commerciali, supermarket e minimarket (escluso quelle forme di attività che favoriscono l’interazione tra piccoli esercenti in difficoltà), catene di franchising, che non apportino valore aggiunto, in quanto la loro moltiplicazione implica una distorsione del mercato e svantaggia il commercio e l’artigianato di tradizione e qualità, nonché i semplici rivenditori fidati di quartiere che intraprendono rapporti anche sociali e fiduciari con i propri clienti, favorendo l’interazione tra le categorie.
Il senso di comunità si esplica anche in questo e del resto la qualità, il senso del riuso tipico dell’artigiano, l’offrire un’alternativa educativa al consumismo di massa, specialmente per i nostri giovani,rappresenta un valore su cui puntare.
Siamo, invece, favorevoli ad esperimenti dei cosiddetti “centri commerciali all’aperto” per la piccola e media impresa innovativa e di qualità non standardizzata e che, ben congegnati, potrebbero alleviare l’attuale crisi di settore.
Sedi della logistica e sedi di attività economiche incompatibili sono un altro tema da approfondire con buon senso, valutando comunque che le innovazioni dei settori e le tecnologie moderne spingono verso una sempre maggiore affermazione di un’offerta di servizi meno basata su consumo e trasporto di merci e molto più di servizi e minimizzazione dei consumi di suolo,energetici,tendenti al rifiuto zero. A questo tipo di imprese bisogna guardare in ambito urbano e perché no anche nelle aree dedicate periferiche qualora si voglia metterle in rete.
Siamo favorevoli alle start-up di vocazione moderna e all’utilizzo di contenitori disponibili (da ammodernare) per accogliere quanti vogliano provare a lavorare senza il vincolo di spese legate a uffici e locali adibiti a negozio e deposito.
La nostra preferenza va nella direzione di favorire attività votate al cibo sicuro e quanto più possibile a km zero, al vero biologico e a chi produce nell’ambito del processi legati alla sua attività, scarse emissioni in atmosfera (anche sul modello della city logistic illustrato nelle proposte al PUM) .
Soprattutto non vogliamo più industrie pericolose nel nostro territorio e chiediamo l’attivazione per il controllo della qualità ambientale e l’adeguamento a norma degli impianti attualmente esistenti e che lavorano materiali potenzialmente tossici e/o inquinanti.
Vorremmo evitare il fiorire di altri impianti di distribuzione e/o produzione di carburante (vedi impianti del cosiddetto biogas), e suggeriamo di prevedere incentivi per quelli esistenti che installano colonnine di ricarica in accordo con enti dell’energia elettrica.
Vorremmo che i concessionari di automobili e motori a due ruote fossero spinti alla promozione di veicoli elettrici e ibridi.
Ben vengano, quindi, ristoratori bar e simili che puntino su prodotti della tradizione certificati e incentivanti al mangiar sano inteso come naturale e privo di raffinazione artificiosa, per la prevenzione salutistica anche dei più giovani; le attività che promuovono la cura del benessere psico-fisico come anti-stress e fattore di deterrente, adibite allo sport e alla fisioterapia. Specialmente se in un contesto di verde pubblico attrezzato e fomentando gli impianti sportivi, con l’idea di creare un vero fulcro in tal senso, attraverso contenitori messi in rete nell’area Viale S. Francesco, Grotti-Campo, tra Stadio, Palazzetto dello Sport, ed altro, che vada nel rispetto dell’impatto ambientale dell’area.
Anche le idee che si stanno affermando di tetti verdi sui palazzi ed in generale operazioni di green way cittadine e green building, specie votate all’efficienza energetica, meritano premialità assoluta ed un qualche margine di flessibilità anche nei centri storici, purché garantiscano gli elementi coerenti con la loro natura edificatoria ed architettonica originale e la garanzia strutturale.
Piazze, aree pedonali e ZTL sono essenziali spazi pubblici di relazione da valorizzare ed estendere gradualmente senza esitazioni di sorta, favorendo i meccanismi complessivi che ne incentivino e rendano piacevole l’utilizzo di chi finora forse è ancora disabituato perché caos e degrado l’hanno fatta da padrona per lungo tempo in certe zone,persino quelle in pieno centro cittadino e non solo.
Siti paesaggistici ed architettonici di interesse naturalistico e storico devono essere sempre più inseriti e impreziositi rendendoli fruibili e rispettati da tutti, concependone il valore immenso.
Il parco Fienga e la Chiesa del Monte Albino ,il Teatro comunale, l’Oratorio che ha pari dignità e altri contenitori, come la biblioteca, il mai decollato caffè letterario, le sale per le conferenze e quant’altri simili strutture, per fare gli esempi più eclatanti, è bene, secondo noi, che siano destinati non certo esclusivamente ad una partecipazione chiusa e seppur modernamente elitaria, ma in linea col discorso posto sulla ex Caserma Tofano. Discorsi aperti a tutte le scuole,i quartieri, con stimoli particolari per le periferie senza lasciare nessuno indietro.
E’ d’obbligo intercettare un turismo che ci faccia crescere anche economicamente, con sapiente strategia, mettendoci nelle condizioni di partecipare al sistema che il nostro comprensorio offre, vista la posizione rispetto alla vicina Napoli, Salerno, Pompei,  Cava e Costiera Amalfitana-Sorrentina, Paestum ecc.; tutto ciò potrebbe liberare potenzialità, forse pensate, ma ancora inespresse. Iniziare quindi a regolamentare, secondo nuovi sistemi, l’uso di immobili come “bed and breakfast” ed avviare i proprietari, delle strutture che si prestano, ai cosiddetti “alberghi diffusi”.
Per questi obiettivi occorre a maggior ragione un coinvolgimento in rete di tutti i soggetti della comunità.

OSSERVAZIONI GENERICHE E PUNTUALI AL PUM da inserire nel PUC
-Preferenza a incremento delle corse di linea ferroviaria dirette verso Salerno e veloci verso Napoli in orari strategici e linea metropolitana dell’agro come progetto regionale.  In particolare con fermate al Consorzio su via Napoli, nei pressi della ex Caserma Tofano, in zona Ospedale/Stadio e sfruttare lo snodo verso Codola con fermate al Tribunale/Piedimonte e Cimitero(in attesa dell’interramento della linea ferroviaria che liberi spazio e colleghi meglio la città);
-Parcheggi esterni sui confini con comuni limitrofi e a costi ridotti (in una prima fase da rendere gratuiti);
-Servizi massicci di bus navetta, del tipo a basso impatto ambientale (elettrici, metano o ibridi) con funzione intermodale e servizi a chiamata per le periferie;
-Graduale eliminazione di stalli su strada, parcheggi di quartiere a tariffe ridotti per i residenti e revisione della zonizzazione con riequilibrio delle soste libere con quelle a pagamento;
-Migliorare segnaletica verticale e luminosa per indicare la presenza dei parcheggi nei punti strategici: uscita autostradale, ingressi in città dai confini con comuni limitrofi, dalle periferie, ecc.;
-Incremento e valorizzazione dei parcheggi presso la zona della stazione ferroviaria e quella dell’ospedale civile / stadio;
-Liberare spazi e suolo a favore di aree verdi nei quartiere (a via Siciliano l’idea dell’interramento con piazza fruibile è stata buona ma sarebbe auspicabile molto più verde che dia frescura e ombra in estate e meno pavimentazioni discutibili che oltretutto ha impermeabilizzato una vasta area);
-Villa comunale / parco a verde in via Canale, come prospettiva a medio-lungo termine, sfruttando le alternative di sosta che si possono incrementare più all’esterno (come indicato sopra), e favorire la chiusura dell’area di sosta attuale;
-Incremento delle aree ZTL e pedonali creando le condizioni di mobilità generali per un corretto funzionamento del traffico cittadino;
-Proponiamo di chiudere al traffico veicolare l’arteria continua rappresentata dall’asse di via Corso Garibaldi e via Barbarulo il sabato e la domenica oltre ai festivi ed in occasione di eventi, per favorire non solo i pedoni che vi affluiscono, ma anche i locali commerciali insistenti su tale area;
-Strumenti di sicurezza moderni per l’attraversamento pedonale, con particolare attenzione nelle aree scolastiche, attraverso idonee protezioni  o dossi;
-Favorevoli a piste ciclabili diffuse nella rete cittadina ed in una green way;
-Favorevoli all’estensione del percorso della salute in area Montalbino;
-Completamento della strada di circonvallazione esterna e svincolo verso Nocera Superiore che sgravi il traffico veicolare e obblighi a tale percorso i mezzi di trasporto di grande mole va nella giusta direzione di un riordino del traffico e allontanamento del caos e delle emissioni concentrate al centro;
-Pressione presso tutti gli enti coinvolti per regolamentare il pedaggio dell’A30 nelle tratte che toccano l’agro-nocerino sarnese, incentivando così l’uso soprattutto ai mezzi pesanti;
-Forzare per una regimentazione del pedaggio , fino alla liberalizzazione dell’A3, in modo da consentirne un uso più disinvolto come alternativa per recarsi nelle città vicinore, sia in direzione Napoli che Salerno;
-Valutare, in accordo con i cittadini della vicina Pagani, un eventuale svincolo dell’A3 a bassissimo impatto ambientale da compensare con  l’aumento del verde;
-Rotatorie previste nel PUM da recepire con attenzione per non creare architetture pesanti  e inestetiche ma funzionali. In particolare sarebbe importante recepire nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Strutturale (2.6) e in seguito nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Operativo (3.2) le proposte nel PUM che prevedono la rotatoria all’intersezione di Via Rea con via Dodecapoli Etrusca. Stesso discorso inserendo nel 3.2 la rotatoria all’intersezione tra via Astuti e via Rea. Queste due operazione dovrebbero rientrare nella logica di fluidificare il transito su quel tratto continuo eliminando così i semafori per i veicoli, anche per evitare il ristagnare con il rosso acceso dei veicoli che emettono inquinanti con il motori accesi in fase di attesa.  Inserire nel 3.2 anche la prevista rotatoria all’intersezione tra via Gabola e via Grimaldi;
-Inserire nel 2.6 e in seguito nel 3.2 anche la proposta di ampliamento su via Pucci e della rampa sopraelevata che si connetterebbe sul cavalcavia Mancuso e rendendo via Marconi ZTL. Prevedere al 2.6 e al 3.2 l’inserimento di una piccola rotatoria all’intersezione tra cavalcavia Mancuso e il cavalcavia De Nicola di congiunzione dall’ospedale;
-Valutare operazioni ultramoderne con energia da intercettare dal traffico pedonale e veicolare ai fini del risparmio energetico sulla pubblica illuminazione e architetture presso i cavalcavia per dare nuovo impatto estetico e naturalizzarne l’aspetto;
-Parere favorevole a recepire nel PUC le proposte nel PUM al nuovo riordino della circolazione sulla zona di Cicalesi e il quartiere Rendola;
-Decoro piazze e marciapiedi anche privati con premialità per chi ne cura l’estetica e la pulizia, con sconti su TASI e TARI per residenti ed esercenti commerciali;
Nocera Inferiore, lì 12 giugno 2015