sabato 27 aprile 2013
Il Governo Letta ... 27 Aprile 2013 ... data del cambiamento?
Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta (Pd)
Sottosegr. di Stato alla Presid. del Consiglio e Segr. del Consiglio dei Ministri Filippo Patroni Griffi
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell'Interno Angelino Alfano (Pdl)
Ministri senza portafoglio
Affari Europei Enzo Moavero Milanesi (Scelta Civica)
Affari Regionali e autonomie Graziano Del Rio (Pd)
Coesione Territoriale Carlo Trigilia
Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di governo Dario Franceschini (Pd)
Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello (Pdl)
Integrazione Cecile Kyenge (Pd)
Pari opportunità, sport e politiche giovanili Josefa Idem (Pd)
Pubblica Amministrazione e semplificazione Gianpiero D'Alia (Scelta Civica)
Ministri con portafoglio
Affari Esteri Emma Bonino
Giustizia Anna Maria Cancellieri
Difesa Mario Mauro (Scelta Civica)
Economia e Finanze Fabrizio Saccomanni
Sviluppo economico Flavio Zanonato (Pd)
Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi (Pdl)
Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo (Pdl)
Ambiente, tutela del territorio e del mare Andrea Orlando (Pd)
Lavoro e politiche sociali Enrico Giovannini
Istruzione, università e ricerca Maria Chiara Carrozza (Pd)
Beni, attività culturali e turismo Massimo Bray (Pd)
Salute Beatrice Lorenzin (Pdl)
Al momento NO COMMENT !
giovedì 11 aprile 2013
Minima Moralia, “’o Sistema” al tempo dell’EcoMostro CRESCENT
Minima Moralia ci è parso il titolo più appropriato per un dossier che vuole rappresentare «‘o Sistema» che si è svelato tra le carte di un progetto urbanistico che svende il demanio marittimo in favore di pochi speculatori. Un insieme articolato di enti e di istituzioni capace di auto-proteggersi, di confondere, di auto-referenziarsi. Chiamato a svolgere, almeno sulla carta – per legge o addirittura per dettato costituzionale – un ruolo di controllo, di tutela effettiva del bene pubblico, «‘o Sistema» alle volte preferisce che a prevalere sia l’inerzia, l’indifferenza. In quegli spazi senza controllo i pochi coltiveranno bene i propri interessi. I potenti di turno non faranno sentire voci di protesta, essi biasimeranno la partecipazione attiva o confonderanno il civismo con attività di disturbo. Accetteranno, per contro, di buon grado l’indifferenza, la remissività, persino la sottomissione. In cambio potrebbero spendere tutta la loro influenza per garantire agli attori protagonisti della tragica messa in scena il perseguimento di un obiettivo preciso: la non-responsabilità. Azione od omissione a favore di interessi particolari da un canto, non-responsabilità dall’altro.
Questi i due pilastri su cui si fonda «‘o Sistema», con le leggi dello Stato che prevedono o impongono atteggiamenti diversi, messe di lato, quasi accantonate. Lo schema è semplicissimo: qualche ente di tutela preventiva al momento giusto “chiude un occhio”, coloro che sono gerarchicamente posti sopra quelli che hanno chiuso un occhio fanno finta di non vedere. Il “quieto vivere” si dirà. Gli inquirenti che dovrebbero controllare, si sa, hanno un eccessivo carico di lavoro. E poi, se mai si avviasse un processo, i protagonisti de «‘o Sistema» potranno sempre contare su un formidabile alleato: la prescrizione. Prescrizione da intendersi come amnistia ovvero etimologicamente come “dimenticanza”. L’impunità vera. In una parola: la non-responsabilità. Lo Stato abdica alle sue leggi. “Dimenticherà” le responsabilità di quei funzionari “poco attenti”. Potrebbe non dimenticare, invece, la politica quando si tratterà di disporre su avanzamenti di carriera o chissà su incarichi extra – istituzionali.
Minima Moralia è una raccolta breve di intrecci, insieme curiosi e inquietanti, che si muovono tra le pieghe di un progetto urbanistico che abbiamo contrastato e denunciato. Nel titolo richiamiamo l’opera magistrale di Theodor Adorno “Minima Moralia: Meditazioni sulla vita offesa” e, per rinfrescare la nostra labile memoria, chiudiamo il dossier con l’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti di Italo Calvino. A futura memoria, appunto, se la memoria ha un futuro … (cit.).
Link per download dossier completo a cura del Comitato NO-CRESCENT di Salerno
Link per download dossier completo a cura del Comitato NO-CRESCENT di Salerno
mercoledì 3 aprile 2013
FAME DI CASE ... Ora servono alloggi Ers ... ?
Questo è l'articolo che è apparso ieri su Il Mattino (2 Aprile 2013) in merito agli alloggi ERS necessari a Nocera Inferiore (Sa) ...
Titolo:
FAME DI CASE <<Ora servono alloggi Ers>>
Sottotitolo:
Ingegneri, coop, giovani: rivedere la pianificazione e puntare sul recupero.
Apertura:
Ingegneri, cooperative e giovani: tutti favorevoli all'edilizia residenziale sociale. Una posizione in netto contrasto con quella dell'amministrazione comunale, la quale più volte ha riferito (di recente in consiglio comunale) che i dati relativi al fabbisogno di alloggi di ERS nel passato erano basati su calcoli <<puramente statistici e teorici>>. Non la pensa invece così la società civile, la quale sottolinea l'esigenza imminente di convocare un tavolo di confronto tra le parti ...
All'interno: Mario Mosella (responsabile regionale Legacoop) "se il Sindaco ritiene che a Nocera non ci sia l'esigenza di alloggi lo dica chiaramente. Secondo noi invece c'è e l'analisi fatta dal comune è sbagliata" ... in consiglio si parlava di circa 500 (cinquecento) alloggi necessari ... Attendere ulteriormente significherebbe negare alle categorie più deboli il diritto di avere la prima casa. (riflessione: in questo momento di contingenza economica, dove gli operai hanno a cuore il mantenimento del posto di lavoro e l'economia è stagnante? ... ne siamo sicuri ... !) ...
Sulla stessa lunghezza d'onda, prosegue l'articolo, Claudio Guarnaccia, presidente O.P.G. (fate attenzione a come finisce il suo intervento, e se è in onda con quanto sopra detto dal presidente Legacoop): "Oggi le giovani coppie fanno fatica a progettare un futuro insieme a causa dell'assenza di lavoro. A questo aggiungiamo le difficoltà per ottenere un mutuo o di trovare un affitto a costi ragionevoli. ... Prima di progettare nuovi edifici, credo che Nocera necessiti di un CENSIMENTO di ciò che già esiste. ... L'ERS è una soluzione ma PUO' ESSERE INTEGRATA anche con una GESTIONE MIGLIORE DELL'ESISTENTE ... Ben vengano dunque gli interventi e le agevolazioni mirate al SOSTEGNO per le giovani coppie" ...
Medesimo ragionamento, dice l'articolo, per l'ing. Stefano Capaldo, che aggiunge: "Pensare ad una variabile farebbe solo perdere tempo. Con il Piano Casa invece si può velocizzare il processo di ERS andando in DEROGA col Piano Urbanistico. ... continua poi dicendo ... Oggi però sarebbe importante muoversi DIVERSAMENTE: bisogna CAPIRE come evolve a LIVELLO SOCIALE una città e non fare studi con gli STRUMENTI VECCHI del PRG. E' necessario adeguarsi alle NUOVE ESIGENZE delle persone ed ai loro problemi abitativi. ... continua ancora dicendo ... A Nocera Inferiore i casi sono molti. L'amministrazione dovrebbe capire che chi oggi vive in vani fatiscenti NECESSITA DI PIANI DI RECUPERO. Questi VANNO RIQUALIFICATI e nel frattempo puntare sull'ERS ... SENZA SFRUTTARE ALTRI SUOLI" ... ( ??? )
Siamo partiti da FAME DI CASE e ci ritroviamo con necessità di CENSIMENTO e RIQUALIFICAZIONE ...
Chiusura: Appena un paio di giorni fa c'è stato invece l'ennesimo MURO CONTRO MURO tra l'opposizione (PD in particolare) e l'amministrazione comunale (TORQUATO ed AMATO in particolare) ...
Cosa diciamo noi?
Che prima di muovere qualsiasi altro passo SI DEVE VALUTARE l'ESISTENTE!
Lo stiamo gridando da mesi, sin dalla campagna elettorale delle amministrative 2012, dove abbiamo iniziato a sostenere la campagna del Forum Nazionale "SALVIAMO IL PAESAGGIO" per la redazione del censimento che è stato inviato a tutti i comuni e che abbiamo sollecitato, in occasione dell'incontro con la città di novembre, anche al nostro Sindaco Manlio Torquato ...
Inoltre, crediamo che una cosa gradita a TUTTI sarebbe un Consiglio Comunale monotematico con possibilità di interventi dal pubblico (non anonimi ma registrati), fatto in orari "comodi", dove poter fare emergere le necessità ma anche le idee di cosa si potrebbe fare come alternativa e di quanto i deve ridimensionare il piano ERS ...
In merito all'urbanizzazione invitiamo a leggere la riflessione fatta da un nostro Amico, l'arch. Gaetano Cialdini, che trovate a questo link:http://goo.gl/kJX8Z ... estendiamo, inoltre, l'invito a partecipare ai nostri incontri, dove già, insieme ad alcuni nostri simpatizzanti, stiamo mettendo su IDEE per una "Città Vivibile" rivalutando ciò che abbiamo e che dia poi una spinta anche al "Commercio" con nuove formule di "partecipazione" ...
Grazie per l'attenzione e Vi preghiamo di far girare se la ritenete una valida osservazione.
Il gruppo di Amici del MoVimento 5 Stelle di Nocera Inferiore (Sa)
sabato 23 marzo 2013
RILFESSIONI ... per non ripetere gli stessi errori ...
RILFESSIONI ... per non ripetere gli stessi errori ...
In ogni periodo si sono perpetrati gli scempi e le speculazioni più assurde, mancando l’occasione che poteva fare di questa una città a misura d’uomo, una vera città moderna. La miopia di chi ci ha governato per decenni ha invece creato solo degrado ed una città invivibile anche per i più avvezzi. Nonostante ci sia nato, camminando per le strade di Nocera provo un grande disagio. Sembra sia passato un re “Mida” che abbia trasformato, con il solo tocco di un dito, ogni spazio in “cemento” (oro per gli speculatori e i gruppi d’affari), come anche i pensieri di chi ci ha governato. L’unica cosa di cui siamo assai capaci in questa città sembra sia proprio creare mostruosi edifici ed abbattere alberi e giardini.
Accanto ai nuclei antichi , orami martoriati e
degradati, dei casali e del borgo, si è sviluppata una città di solo cemento ed
asfalto, a misura della massima speculazione, alla faccia dello sviluppo
equilibrato, della dimensione umana a difesa della quale si sono versati fiumi
di inchiostro da parte degli studiosi. Lo sviluppo organico, armonico che si è
avuto nei secoli passati è stato
cancellato in un momento, grazie alla speculazione immobiliare, al concetto
ancora tutt’ora dominante che la casa non è più un bene primario ma un oggetto
di profitto e speculazione da parte dei costruttori aiutati dalla politica
degli affari, nel cui intreccio si è facilmente inserita la criminalità
organizzata.
Mi viene da pensare che
forse sarebbe stato opportuno laurearmi in “Speculazione
edilizia”, un bel corso di laurea all’Università di Napoli o quanto meno un
corso di specializzazione post laurea, dove sicuramente i signori che hanno
operato per lo sviluppo di Nocera sarebbero stati i migliori docenti.
Non hanno
perso occasione per mettere le mani sulla città, non sono serviti piani
urbanistici comunali e sovracomunali per evitare gli scempi ed il saccheggio.
Il “Partito del cemento” al di sopra
di tutto e di tutti, prima gli interessi degli speculatori e poi quelli dei
cittadini.
Se
c’è un po’ di spazio di risulta, si
può anche pensare di creare un “Parco giochi comunale” o piccoli recinti, che
vengono poi dati in gestione a privati che l’utilizzano per i loro interessi,
oppure creare spazi di risulta trasformati in aiuole per la gioia dei cani.
Vedi il parco giochi sotto il cavalcavia ferroviario di via Canale, in una zona
depressa; il piccolo campetto con giostrine ed un campo da calcetto tra via
Barbarulo e Capo Casale; il parco giochi a San Francesco dove c’erano i
campetti coperti per i bocciofili, un campo da pallacanestro, un piccolo spazio
con altalene, scivoli e giostrine varie dove i genitori portavano i loro figli
a giocare insieme ai ragazzi del posto, ora praticamente chiuso da qualche anno.
Sono stati eseguiti lavori per realizzare una chiusura ed una copertura
dell’unico campo di pallacanestro, forse proprio per soddisfare e non venir
meno alla smania di costruire. Avevamo qualcosa ora più niente, questa è la
morale.
Le uniche
architetture, dal dopoguerra ad oggi, sono state realizzate con la costruzione
delle cosiddette case popolari; quartieri a sé stanti con le loro cellule
abitative (existens-minimum), con gli spazi pubblici
progettati, è vero, senza continuità con la città, ma che in ogni caso
prevedevano gli standards minimi, meglio che niente.
Le occasioni per la ricostruzione, la prima nell’immediato
dopoguerra (1950-60) e la seconda col post-terremoto (1980-90), non han fatto
altro che accelerare un processo speculativo e di malaffare (ricordiamo i morti
ammazzati tra il 1980 ed il 1990) portato all’estreme conseguenze fino ai
giorni attuali.
Negli anni tra il 1960 e il 1970 si è avuta una edificazione
massiccia, all’epoca dominava l’idea che un paese per essere moderno dovesse per forza avere il suo “grattacielo” e le sue torri in cemento armato, evidentemente a Nocera Inferiore
come in qualche altro paese si è esagerato. Sono stati innalzati in poco tempo
edifici di sette, otto, qualcuno di dieci, dodici piani (fortuna non erano
capaci di costruirli più alti) a formare un continuum su ambedue i lati di
nuove strade, a pochi metri uno dall’altro, senza servizi, parcheggi e quel
minimo di spazio vitale per i cittadini.
Vedi via Attilio Barbarulo, via Correale, via Cucci, via Fucilari,
via Roma, parco di Luggo, via Eugenio Siciliano,
via Siniscalchi, via Pucci e relative traverse, via Martinez y Cabrera, via
Eugenio Siciliano, via bruno Grimaldi, via Atzori e non sono state risparmiate
dallo scempio le zone di Cicalesi, Casolla, Vescovado.
Tra i tanti esempi peggiori il fabbricato in piazza
Zanardelli di fronte alla chiesa del Corpo di Cristo, che ha tolto agli
abitanti di Nocera la visuale della collina del Parco e che incombe minaccioso
di fianco ad essa; in via Solimena al Borgo; in piazza De Santis all’Arenula;
in piazza Amendola con il palazzo costruito di fianco la Chiesa di S.
Maria del Presepe (Santa Monica) ed il palazzo edificato quasi nella piazza
all’angolo con via Fucilari; a Capo Casale, Casale Nuovo e per il Corso Vittorio
Emanuele. Questi alcuni esempi, i più eclatanti, poi costruzioni selvagge
ovunque ad occupare ogni spazio possibile.
Negli anni 1980 e 1990, iniziano gli abbattimenti, come quello di parte degli edifici storici del Corso V. Emanuele, interi pezzi di città, per far posto a mostri edilizi, che a mio avviso restano l’emblema, il simbolo, un monumento della speculazione edilizia, la peggiore prosa edilizia.
Un senso
di disagio e di incertezza mi pervade percorrendo i portici a doppia altezza, e
i piani inclinati, untuosi e dissestati della famigerata “Piazza del Corso”.
Altra importante speculazione è stata la demolizione del palazzo “Buoninconti”
all’angolo tra il corso V. Emanuele e Capo Casale, un’architettura del XVIII
secolo, per far posto ad un edificio stile caserma, unico nel suo genere. Da
ricordare ancora l’abbattimento di parte della “Cortina del Pozzo”, un antico impianto
risalente al XVII secolo e che diede il nome al Casale. Tutti questi abbattimenti ed altri interventi del genere sono
stati possibili grazie alle varie categorie d’intervento dei “Piani di
Recupero” quali la ristrutturazione
edilizia, la ristrutturazione urbanistica, la manutenzione straordinaria.
Queste categorie di lavoro, sembrano siano state inventate per permettere
ancora una volta di mettere le mani sulla città. Interventi urbanistici che invece di
migliorare hanno quasi sempre peggiorato gli spazi così come gli interventi di adeguamento simico hanno qualche
volta peggiorato la condizione statica di molti fabbricati antichi con aggravio
di pesi, come solai e coperture in calcestruzzo cementizio armato, che avevano
subito appena qualche piccolo dissesto sismico. Sopraelevazioni
e aumento di superfici che hanno compromesso, invece che adeguare ed
alleggerire, le opere esistenti.
Sotto
le voci recupero, manutenzione straordinaria, adeguamento sismico, limite di
convenienza (cioè se il costo delle opere per adeguare un edificio superava un
certo valore allora conveniva abbatterlo e ricostruirlo “più bello e più grande che pria”), si sono perpetrati abbattimenti
di intere opere di un certo valore architettonico o di parte di esse, pezzi
della storia architettonica della nostra città sostituendole con brutti edifici
privi di valore e che hanno permesso di aumentare la densità abitativa creando
plusvalore a discapito dei residenti che sono stati letteralmente deportati in
quartieri popolari costruiti ad hoc come l’edilizia straordinaria a “Monte di
Dio”.
L’unico
intervento che doveva essere permesso nei nuclei
antichi di questa, come in altre città, doveva essere solo il restauro e quindi la conservazione
del tessuto e delle emergenze architettoniche, con tutto quello che comporta un
tale intervento, migliorare, demolire le superfetazioni e le brutture aggiunte
nei decenni. Conservare le attività e le destinazioni d’uso compatibili con un
vivere a dimensione umana, specie in spazi ristretti come i nostri centri
antichi, i casali, il borgo, le corti
abitative dove è più utile e conveniente muoversi a piedi, con la bici o
con altri mezzi ecologici, tali impianti andavano conservati nella loro
unitarietà e quindi salvaguardati dalla speculazione, costruzioni preziose ed
irripetibili che hanno creato nei secoli spazi a dimensione umana senza
l’ausilio di alcun Piano Urbanistico.
Questi
solo alcuni esempi, per non parlare della possibilità di creare spazi verdi e
piazze dalla demolizione e dal recupero delle vecchie fabbriche conserviere,
specie quelle che insistevano nel tessuto urbano più vivo, che il Piano di
Recupero a firma del prof. Rossi prevedeva. Tale piano messo a punto nella
seconda metà degli anni ottanta è servito solo per le demolizioni e
ricostruzioni suddette ma disatteso per quanto riguarda gli spazi da restituire
ai cittadini.
Tra
gli abbattimenti eccellenti da non dimenticare quello del Teatro Diana e del
cinema Modernissimo. Il primo per creare abitazioni, ed un piccolo teatrino, un
ricordo del vecchio Diana dove recitarono grandi compagnie ed attori come Totò.
La seconda per creare la cosi detta “Galleria Maiorino”, con uffici e negozi, a
mio avviso poco funzionale perché avrebbe dovuto, come galleria, collegare
qualcosa o semplicemente essere un percorso liberamente attraversabile dalla
gente.
Un’altra
occasione mancata il recupero dell’intero complesso dell’Ospedale Psichiatrico.
Poteva diventare un vero parco
facilmente usufruibile dai cittadini, senza alcuna barriera e recinzione, solo
viali, prati ed alberi che facevano da scenario e da elemento unificatore che con
un progetto unitario, con un minimo di lungimiranza e di audacia poteva essere unito alla collina del
Parco Fiega, ai quartieri Piedimonte e Pietraccetta, nonché, con una vera
grande piazza, alla zona del campo sportivo, della caserma Libroia e del
complesso conventuale di S. Francesco, riprendendo l’antica piazza d’armi e
liberando gli spazi comunali occupati. Tutti gli edifici: il Tribunale, la Polizia di Stato, La Guardia di Finanza, gli
uffici dell’ASL, l’oratorio, potevano tranquillamente prospettare su giardini,
viali alberati, verde attrezzato per lo sport ed il tempo libero e tutto ciò
collegarlo alla collina del Parco, con le sue emergenze architettoniche, con
percorsi pedonali, con una seggiovia, una funicolare fino a raggiungere il
castello e la parte più antica dei ruderi, dove sarebbe stato possibile realizzare
spazi per trascorrere giornate all’aria aperta, far giocare i bambini,
allestire ludoteche nei locali del castello e dove conservare la memoria sia di
giochi all’aperto che di giochi a tavolino. Giochi che ormai non sono più
praticati e di cui si perderà il ricordo.
Avere
a disposizione spazi per i giovani, per gli adolescenti, per coltivare
interessi come la musica, lo sport, il teatro, luoghi di incontro, di crescita
sociale e culturale e non solo musei o quant’altro, mantenendo vivo il luogo
semplicemente concedendolo alla gente e curandolo.
Un’altra
occasione potrebbe essere la caserma Tofano, chissà cosa accadrà, si è già
speculato costruendo un altro mostro accanto ad essa nell’area della vecchia
fabbrica “Schiavo”. Tra le ultime speculazioni edilizie come quella in via
Matteotti con la costruzione che ha preso il posto delle villette unifamiliari
demolite; il fabbricato di 5 piani in via Falcone a ridosso della strada in un
piccolo spazio di risulta; i mostruosi condomini nell’area della vecchia MCM in
via Napoli.

Altri luoghi da recuperare e conservare sono i percorsi lungo l’area pedemontana di Monte Albino ed il recupero dell’intera montagna, ricreare i sentieri, per arrivare in cima ad essa, percorrerla, unendola agli altri percorsi dei monti Lattari che da cava dei Tirreni arrivano fino a Castellammare di Stabia e collegano la costiera Amalfitana e Sorrentina, il “sentiero degli Dei”, “la strada ferrata”, ecc.. Attrattive naturali e paesaggistiche di enorme rilievo.

Altri luoghi da recuperare e conservare sono i percorsi lungo l’area pedemontana di Monte Albino ed il recupero dell’intera montagna, ricreare i sentieri, per arrivare in cima ad essa, percorrerla, unendola agli altri percorsi dei monti Lattari che da cava dei Tirreni arrivano fino a Castellammare di Stabia e collegano la costiera Amalfitana e Sorrentina, il “sentiero degli Dei”, “la strada ferrata”, ecc.. Attrattive naturali e paesaggistiche di enorme rilievo.
I
cittadini devono riappropriarsi della città, del suo destino, decidere sulle
trasformazioni e sulle destinazioni, confrontando varie idee. Non è possibile
pensare di risolvere i problemi di vivibilità della città rifacendo i
marciapiedi, le pavimentazioni stradali, con mattoni di cemento e sabbia
vulcanica (gli stessi che trovi in altri paesi limitrofi dell’area vesuviana, a
Napoli, ad Ischia e che sono serviti
allo stesso scopo) posati su massetti di cemento e sui quali dopo un po’ si
distaccano; oppure abbellendo la Piazza con sculture moderne togliendo la
vecchia fontana, ponendone un’altra nella piazza adiacente (piazza Amendola) la
quale ha funzionato solo all’inizio ed ora versa in condizioni pietose, con
acqua verde-stagnante buona per allevare zanzare, quasi a simbolo della
decadenza e del degrado della città e della sua politica.
Bisogna ridisegnare la città con nuove infrastrutture e con idee che, sulle prime potrebbero sembrare spinte, ma che tenendo in conto di abbattere fabbricati, pezzi di città degradati, fabbricati relativamente nuovi, possano farla respirare e dare l’avvio ad uno sviluppo equilibrato, chiudendo al traffico veicolare parti di città e creando parcheggi liberi a ridosso del centro urbano. Svuotare la città da quelle attività non compatibili e decentrarle, dando la possibilità di trasferirle in zone lottizzate ad hoc. Basta con l’espansione urbana ed il sacrificio di altre aree, bisogna evitare nuovi insediamenti, di cui non se ne vede la necessità, ridisegnando e ricostruendo all’interno del centro urbano già esistente. Avere il coraggio delle idee, di perseguire un modello urbano dove i cittadini, oltre a soddisfare il bisogno abitativo, possano soddisfare anche i bisogni sociali, culturali, di tempo libero, come praticare sport fare teatro, musica, danza e dove i bambini ed i ragazzi, gli anziani, le famiglie possano incontrarsi ritrovandosi in spazi a loro dedicati e muoversi con una certa libertà e sicurezza. Sembra un’utopia, ma è proprio dalle utopie, dalle grandi idee, che l’uomo costruisce la bellezza. Una grande opera realizzata in questo caso da tanti piccoli interventi per ridisegnare la città e su cui vale la pena investire risorse umane ed economiche sia pubbliche che private, per una città il cui scopo non è solo quello di abitare, produrre, consumare, ma anche quello di coltivarsi, valorizzare le risorse naturali, paesaggistiche e culturali. Non dimentichiamoci che siamo tra Paestum, il Parco del Cilento, Pompei, Ercolano, il Vesuvio, la Costiera Amalfitana e Sorrentina.
Bisogna ridisegnare la città con nuove infrastrutture e con idee che, sulle prime potrebbero sembrare spinte, ma che tenendo in conto di abbattere fabbricati, pezzi di città degradati, fabbricati relativamente nuovi, possano farla respirare e dare l’avvio ad uno sviluppo equilibrato, chiudendo al traffico veicolare parti di città e creando parcheggi liberi a ridosso del centro urbano. Svuotare la città da quelle attività non compatibili e decentrarle, dando la possibilità di trasferirle in zone lottizzate ad hoc. Basta con l’espansione urbana ed il sacrificio di altre aree, bisogna evitare nuovi insediamenti, di cui non se ne vede la necessità, ridisegnando e ricostruendo all’interno del centro urbano già esistente. Avere il coraggio delle idee, di perseguire un modello urbano dove i cittadini, oltre a soddisfare il bisogno abitativo, possano soddisfare anche i bisogni sociali, culturali, di tempo libero, come praticare sport fare teatro, musica, danza e dove i bambini ed i ragazzi, gli anziani, le famiglie possano incontrarsi ritrovandosi in spazi a loro dedicati e muoversi con una certa libertà e sicurezza. Sembra un’utopia, ma è proprio dalle utopie, dalle grandi idee, che l’uomo costruisce la bellezza. Una grande opera realizzata in questo caso da tanti piccoli interventi per ridisegnare la città e su cui vale la pena investire risorse umane ed economiche sia pubbliche che private, per una città il cui scopo non è solo quello di abitare, produrre, consumare, ma anche quello di coltivarsi, valorizzare le risorse naturali, paesaggistiche e culturali. Non dimentichiamoci che siamo tra Paestum, il Parco del Cilento, Pompei, Ercolano, il Vesuvio, la Costiera Amalfitana e Sorrentina.
Anche
la nostra campagna è ormai distrutta, inquinata, costruzioni ovunque a macchia
di leopardo. Se provassimo a tracciare una ipotetica circonferenza di cento
metri di raggio intercetteremmo sicuramente una bruttura, una discarica, un canale
inquinato, un corsi d’acqua divenuto ormai una fogna a cielo aperto. Ma è
proprio su tutto questo che bisognerebbe concentrare le forze politiche, sociali
ed economiche, sul recupero ed il disinquinamento di queste aree, cosa che in
altri paesi civili è accaduto, disinquinando corsi di fiumi e controllando
l’intero territorio con l’aiuto delle nuove tecnologie, perseguendo in tempo
reale coloro che inquinano.
Si
sono create aree industriali inutili, come “Fosso Imperatore”, fonti di ruberie
per coloro che le hanno pensate e realizzate, ma che alla comunità e ai
contadini ha solo sottratto la terra, senza creare l’occupazione promessa
perpetrando così l’ennesima beffa. Il territorio comunale, ormai come gran
parte della regione Campania versa in uno stato di abbandono, di degrado ed
ecco dunque bisogno di riconsiderare una nuova economia basata sulla
valorizzazione di ciò che abbiamo o potremmo avere e ripartire da un nuovo
disegno della città e del suo territorio, da un’idea che tenga conto di tutti
gli aspetti accennati e che sia un punto fermo per una nuova Rinascita sociale e soprattutto economica.
Non una “grande opera” ma tanti interventi, di natura economica ed urbanistica,
alla luce di una “grande idea”.
Redatto Aprile 2012
Arch. Gaetano Cialdini
sabato 16 marzo 2013
Verbale Incontro del 13-03-2013 - M5S - Nocera Inferiore (Sa)
Verbale Incontro del 13-03-2013 – Nocera Inferiore (Sa)
Il
giorno 13/03/2013 si è tenuta presso il “Bar Pizzeria 900”, sito in via
Castaldo a Nocera Inferiore, il 1° incontro del mese di Marzo 2013 del M5S di
Nocera Inferiore (Sa) per discutere ed approvare i seguenti punti all'ordine
del giorno:
·
Programmazione per
Raccolta Firme relative all'attuazione del Regolamento per i punti dello
Statuto Comunale riguardanti Referendum Popolari;
·
Impegni operativi di ogni
partecipante disponibile;
·
Confronto sugli strumenti
idonei per la Comunicazione dell'Agro;
·
Problematiche dei
Commercianti ed aree di Parcheggio;
·
Varie ed eventuali.
Alle
ore 19,45 ha inizio la riunione.
Al primo punto dell'ordine del giorno interviene Pasquale
Milite che illustra la proposta e mostra a tutti i partecipanti il modulo per
la raccolta firme da presentare al Comune di Nocera inferiore per la richiesta
di Attuazione Regolamento Comunale in merito agli Istituti di Partecipazione
Popolare dei Cittadini all’Amministrazione locale, come previsto dallo Statuto.
Si è detto che per dare un segnale di volontà e partecipazione da parte dei
Cittadini, sarà effettuata una raccolta di firme tramite banchetti ed impegno
personale di ogni attivsita che si rende disponbile.
Tutti sono d’accordo e si prevede di iniziare la raccolta firme da domenica 24/03/2013 mediante banchetti previa comunicazione di occupazione del suolo.
Tutti sono d’accordo e si prevede di iniziare la raccolta firme da domenica 24/03/2013 mediante banchetti previa comunicazione di occupazione del suolo.
Al secondo punto all'ordine del
giorno, dopo aver fatto girare il foglio per rilevare i presenti e le argomentazioni
alle quali si sentivano predisposti, si è cercato di capire come potersi
organizzare operativamente per evidenziare problematiche del territorio ed
iniziare a fare proposte. Si è avuto un primo confronto in cui si è parlato di “registro
dei tumori”, aumento delle “malattie” da inquinamento nell'Agro, sia
atmosferico che delle acque, e si è costituito il primo gruppo di lavoro
definito Ambiente e che si occuperà, come prima iniziativa,
dell'inquinamento dei nostri fiumi coinvolgendo anche attivisti ed associazioni
dei Comuni limitrofi oltre che collegandosi con associazioni già presenti in
merito, tipo il Comitato Cavaiola.
L’analisi
ottenuta dal confronto e dai dati che verranno presi in considerazione, saranno
resi pubblici e si coinvolgeranno tutti gli organi competenti, ivi compresa la
Guardia di Finanza, in modo da cercare di alzare l’attenzione verso il problema
e porre rimedio per eliminare le eventuali fonti di inquinamento.
Anche
a seguito di quello che si era detto nell’incontro dell’AGRO, si è evidenziata la
necessità di creare anche un gruppo Comunicazione che si adoperi per la redazione di articoli da pubblicare sul nostro
blog e sul sito dell’Agro, insieme agli altri dei paesi dell’area, da dove poi
verranno estrapolati per la redazione di un “volantone” in formato A3 fronte
retro e che sarà pubblicato on-line per dare la possibilità, a chi lo vorrà, di
stamparlo per le persone che non usano internet o per portarne delle copie in
occasione dei banchetti.
Inoltre si fa presente che si stanno valutando altre forme di
comunicazione oltre ai Meetup e Facebook in modo da dare la massima possibilità
di condivisione dell’operato e quindi stimolare la partecipazione.
In
merito al nome del sito, per l’intera area AGRO, si è accennato a due
possibilità che risultano essere le più piacevoli: “agro in movimento” e “città
dell’agro”. Inoltre, dal sig. Giuseppe BOVE, ci è stata proposta la partecipazione
alla trasmissione di RTA Live per discutere delle varie problematiche.
Dai
vari confronti, con i cittadini presenti, è emersa la necessità di un gruppo di
lavoro per lo Sviluppo Economico da
definire meglio nelle successive riunioni mediante proposte già accennate da Ciro
Palumbo ed Enzo Cuofano.
Il terzo punto all'ordine del
giorno è stato inglobato nella discussione del secondo punto con la nascita, appunto, del gruppo Comunicazione.
Il quarto punto all'ordine del
giorno è stato affrontato in modo sommario vista la scarsa presenza di
commercianti, ma si è deciso di partecipare, con una rappresentanza di 2 -3
componenti, alla Commissione Commercio,
“pubblica”, che si terrà Lunedì 18 marzo 2013 alle ore 17,00 circa, presso la
Casa Comunale. Il sig. Enzo Cuofano ha evidenziato la possibilità di poter
formare un “Consorzio di Commercianti” sulla falsa riga di quello formatosi a
Cava de Tirreni; Pasquale Milite ha evidenziato che l’idea si avvicinava molto
a quella da noi esposta nel programma presentato nelle scorse elezioni
amministrative e che si collegava anche alla possibilità di rivalutare le
nostre aree puntando sulla forte presenza di beni archeologici, fabbricati
storici presenti sul nostro territorio ed architettura delle strutture
ecclesiastiche. Si è accennato, anche, di poter promuovere ad una Scuola di Restauro,
magari da ubicare nella Caserma Tofalo, in occasione di un progetto di
comprensorio per la sua acquisizione e rivalutazione, oltre che promuovere
iniziative come “Concorsi di idee” e la “Nuceria card” di cui si era sempre
parlato nel programma del M5S - Nocera. Infine, si è detto di continuare a vigilare
sulla cementificazione selvaggia e sulle opere programmate per gli investimenti
futuri, del piano triennale, nella Nostra Città.
In
relazione ai parcheggi si è discusso sulla proporzione dei posti macchina a
pagamento con quelli liberi da pedaggio e di proporre un analisi in merito ai
permessi zonali rilasciati tra gli anni precedenti e quello corrente, per
evidenziare se c’è stato un carenza di adsione dovuta al costo degli stessi. Si
chiederà quindi di fare una valutazione economica dell’incassato per valutare
se magari sarebbe meglio abbassare il costo di tali permessi ed incentivare i
controlli su quanti effettivamente paghino.
Tra
le varie ed eventuali si è proposto di adottare un regolamento interno del tipo
di quello redatto dal gruppo di Sarno o altri similari e semplici che sono
presenti sul web, decidendo però di approfondire l’argomento, seppur tutti d’accordo,
al prossimo incontro.
Alle
22,40 circa, del 13 marzo 2013, la riunione si è sciolta con l'impegno di
convocarne altre con cadenza periodica almeno quindicinale.
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Gruppo di Lavoro
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Tematiche da affrontare
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Componenti
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AMBIENTE
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Inquinamento ARIA e ACQUA
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·
Gaetano RISI
·
Giuseppe BOVE
·
Luigi AQUINO
·
Michele SESSA
·
Salvatore IERVOLINO
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COMUNICAZIONE
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· Lettura e commenti
inerenti articoli sulla nostra Città ed Area
· Redazione articoli per
sito web e volantone
·
Comunicati stampa
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·
Annachiara SESSA
·
Antonio Prospero FERRARA
·
Rino SALVATI
·
Salvatore IERVOLINO
·
Pasquale MILITE
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SVILUPPO
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· Consorzi / G.A. Commercianti
ed Artigiani
·
Percorsi turistici
·
Città dell’Agro e sviluppo
brand
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·
Ciro PALUMBO
·
Enzo CUOFANO
·
Pasquale MILITE
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COMMERCIO
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·
Problematiche
commercianti
·
Situazione parcheggi e
viabilità
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·
Tonino FEZZA
·
Michele SESSA
·
Antonio VILLANI
·
Pasquale MILITE
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